Piangere fa bene... ma solo se lo sai fare bene!

Quando eravamo piccoli, almeno ai miei tempi, ci dicevano di non piangere, ci insegnavano che piangere è "una cosa da femminucce" portandoci a credere che questa naturale funzione psico-fisiologica fosse una cosa sbagliata. E invece...

 

Piangere fa strabene ma è importante farlo nel modo giusto poichè esiste una profonda differenza tra le lacrime che scendono perchè non accettiamo un disagio e quelle che fluendo ci aiutano a vivere il disagio e superarlo.

Quando ho capito che anche grazie alla meditazione avevo nascosto a me stesso e represso il mio dolore "antico" per anni ho deciso di imparare a piangere... e ovviamente la vita mi ha aiutato creando situazioni dolorose che hanno catalizzato e portato alla luce antichi dolori mai vissuti.

In quegli anni ho imparato ad usare la meditazione anche come momento di apertura a me stesso e, ascoltandomi attentamente, ho potuto sentire chiaramente dove nel mio corpo trattenevo quegli antichi dolori ... così mi sono dedicato a dargli spazio per farli emergere e vivermeli con coraggio.

Piangendo con l'atteggiamento di chi accetta il lutto, la perdita, la sconfitta e altre cose dolorose è possibile liberare tutta quell'energia che investiamo per trattenere queste cose. Infatti l'energia vitale, si ferma in una parte del corpo in cui somatizziamo, crea tensioni che a loro volta insieme alla paura del dolore ti impediscono di essere te stesso fino infondo.

Insomma oggi so che piangere fa bene ma prima è necessario imparare a piangere davvero e smettere di frignare!

Ho deciso quindi di condividere il modo in cui uso la meditazione come strumento per assicurarmi di non trattenere niente e vivere le emozioni via via che si presentano e chiedono di essere vissute.

Lascia andare le emozioni trattenute e recupera l'Energia sprecata per somatizzarle

  • Una meditazione molto semplice ma allo stesso tempo profonda
  • Ti mette in contatto con le emozioni inespresse e ti aiuta a risolverle
  • Si impara velocemente e puoi farla ogni volta che ne hai bisogno
  • Basata sull'antica tecnica di Vipassana ti libera dalle zavorre emotive e ti alleggerisce

 

Ecco anche qualche approfondimento sulle lacrime e sul pianto:

piangere fa bene

La lacrimazione può avvenire per due motivi:

  1. quello fisiologico in cui si attivano involontariamente le ghiandole lacrimali per un aumento della luminosità, un'infezione batterica, un'irritazione dell'occhio.  In questo caso la lacrimazione ha la funzione principale di proteggere l'occhio, disinfettarlo e lubrificarlo.
  2. quello emotivo, in cui la secrezione delle lacrime avviene in risposta a sentimenti forti, sia di gioia, sia di dolore.

Durante il pianto emotivo però ci sono anche altri fenomeni fisiologici in contemporanea: il cuore comincia a battere forte, la respirazione diventa affannosa e le ghiandole lacrimali, posizionate al di sopra dell'arco superiore dell'occhio, secernono lacrime a seguito di un segnale che, dal sistema limbico del cervello, passa al sistema nervoso centrale.

Le lacrime del pianto emotivo sono diverse! In esse oltre ad acqua, lisozima, sali minerali e una proteina chiamata catecolammina, troviamo ormoni dello stress e un oppoide naturale che funziona da anestetico. Per questo le lacrime del pianto collegato ad un'emozione sembrano avere anche lo scopo di alleviare il dolore.

Ma soprattutto sembra ch siano anche un modo per eliminare l'ormone dello stress in eccesso e riportare equilibrio emotivo. Questo spiegherebbe in parte perchè dopo aver painto ci sentiamo meglio!

La lacrimazione in questo caso però è anche una funzione finalizzata a comunicare un segnale di vulnerabilità e una richiesta di aiuto a chi ci sta intorno.

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